Il Boss DS1 è ormai uno dei distorsori più famosi tra i professionisti e non: un pedale che anche dopo decenni resiste al passare del tempo. Non è affatto difficile trovare qualcuno con questo pedale in dotazione.

Il prezzo relativamente molto basso (lo si porta a casa alla modica cifra di cinquanta di euro) lo rende effettivamente un pedale alla portata di tutti. Le opinioni sono discordanti tra i vari utenti finali: chi accusa il pedale di avere un suono troppo compresso, chi invece dica che suoni troppo tagliente o chi dice che suona male e basta.

Il DS1 non ha subito particolari stravolgimenti nel suo circuito: la pasta che lo contraddistingue è rimasta pressoché la stessa, ma a un certo punto qualcuno ha deciso che questo (così come altri pedali) potevano essere migliorati.

Robert Keeley è diventato famoso nel mondo prima come modder di pedali Boss (ma anche di altri marchi, come Ibanez o Maxon) e poi come produttore a se stante: le sue mod sono diventate famosissime e replicatissime in qualsiasi parte del mondo e molte sono ormai diventate quasi di pubblico dominio (schemi e guide si trovano facilmente su qualsiasi motore di ricerca).

Lo switch che permette di passare dalla modalità stock alla modalità custom

Quali sono i cambiamenti che porta questa mod?

Essenzialmente tutto il lavoro risulta nel cambio di alcuni componenti di qualità superiore e con la sostituzione del led e di un piccolo switch – nulla di esagerato.

Vediamo che vantaggi porta in ambito sonoro.

Attraverso lo switch si passa dalla modalità stock a quella custom. Il suono è più grosso, meno compresso e molto più aperto e “marshalloso”: acquisisce molta più botta e potenza, anche se tende, a livelli di distorsione molto alti, ad essere vicinissimo a un fuzz.

La gestione della distorsione ora è molto più fattibile: si passa dal crunchettone spinto fino alla distorsione pesantissima, il pedale diventa leggermente più definito e le basse frequenze risultano meno compresse e danno più potenza all’intera pasta sonora. Il pedale risulta inoltre molto più dinamico della versione stock e se si sanno gestire, le sfumature sonore diventano ancora più interessanti.

L’equalizzazione data dal potenziometro del tono non subisce particolari stravolgimenti: diventa molto più presente nella zona delle basse frequenze e con il potenziometro a ore undici  si riescono ad ottenere ritmiche molto hard rock o heavy metal. Il pedale però è molto carico di alti, quindi andare dopo le ore quattordici con il potenziometro potrebbe portare a un suono troppo graffiante.

Gli utilizzi principali sono ovviamente quello di booster e di distorsore. Non aspettatevi di usarlo come un overdrive: la pasta è molto più cattiva di un qualsiasi pedale di quel tipo, anche hi gain. Quindi l’opzione è da escludere sul nascere, a meno che non lo usiate con il potenziometro della distorsione a livelli molto ma molto bassi.

Usato come booster  tramite anche il controllo di tono, permette di dare quel tocco in più a un canale crunch o a pompare le armoniche dello strumento. Usato come distorsore, invece, se si sanno gestire i potenziometri del livello e della distorsione, il pedale saprà darvi buone soddisfazioni, sopratutto per generi molto molto spinti.

In conclusione, questa è una delle mod più famose sul mercato: il pedale originale di Keeley ha un costo non indifferente, ma la mod è stata replicata da tantissimi altri costruttori sia all’estero che in Italia, quindi avendo un buon tecnico o impegnandosi con il saldatore, si potrà avere questo pedale con pochissima spesa. Un upgrade utile per chi cerca un suono migliore senza poter spendere moltissimo.

Antonio Cangiano

Antonio Cangiano

Antonio Cangiano: nasce a Torre Del Greco il 7 giugno 1991, comincia l’approccio allo strumento all’età di 17 anni per poi cominciare lo studio del suddetto pochi anni dopo. Discreta la sua esperienza live, ha militato come chitarrista in diversi gruppi cercando di variare quanto più possibile genere, piccole esperienze in studio gli hanno permesso di avere una discreta formazione nella registrazione e nel settaggio delle strumentazioni, utilizzando il bagaglio di esperienza acquisite sia in studio che live. Attualmente la sua competenza nell’ effettistica e nel routing gli hanno permesso di costruirsi un Rig pronto per molte esigenze, il suo compito nella redazione è la cura della rubrica Made in Italy e il rapporto con le aziende e gli artisti.

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