Mercato del made in Italy - Un opinione dei costruttori - ItalianGuitarTube

Tra i capisaldi della rubrica del made in Italy, uno tra i più importanti è sicuramente il riconoscimento della qualità del prodotto artigianale rispetto a un prodotto industriale. Tuttavia non ci soffermeremo ad una nostra opinione: è giusto dare il dovuto spazio anche all’opinione dei costruttori che, nonostante la crisi, riescono a mandare avanti un’attività musicale nel nostro paese.

Abbiamo intervistato alcuni costruttori per avere un opinione a riguardo. Ringrazio inoltre:

Paolo di Breach Amps

Cesare di Kor Pedals

1) In cosa consiste il valore aggiunto di un prodotto artigianale made in Italy piuttosto che un prodotto industriale estero?

B) La premessa è che l’Italia e conosciuta nel mondo per prodotti artigianali, come la Ferrari per fare un esempio,dove il gusto estetico e la tecnologia si sposano. Premesso questo, direi soprattutto la cura nella realizzazione e la qualità dei materiali; particolari che le grandi aziende hanno ormai tralasciato.

K) Il valore aggiunto dovrebbe essere oltre alla qualità dei materiali anche nella ricerca e originalità che si traduce in un suono bello, ricco e armonico e soprattutto dinamico al tocco come i migliori ampli valvolari per quel che riguarda overdrive e distorsori.

2) Può un prodotto ideato e costruito in Italia riuscire ad avere successo nel mercato estero?

B) La storia insegna che appunto un prodotto italiano viene prima apprezzato all’estero e poi in Italia esempio Brunetti, Markbass.

K) Attualmente è difficile: il made in Italy all’estero è visto come un prodotto di qualità , ma la tassazione è cosi alta che a parità di prodotto il nostro costa il 30% in più, anche perché la nostra cultura è artigianale e questo non facilità l’abbassamento dei costi per l’acquisto dei materiali e manodopera.

3) È effettivamente vero che attualmente avere un prodotto artigianale italiano è più economicamente abbordabile rispetto a un decennio fa?

B) Non saprei, penso che non ci sia così differenza è vero che alcune aziende sono cresciute parecchio, ma a questo proposito non le riterrei più artigianali.

K) Non mi risulta, i costi sono anche scesi ma il potere di acquisto è drammaticamente calato da quando è arrivato l’euro, almeno in Italia.

4)Come possiamo noi utenti finali riuscire ad aiutare i produttori nostrani?

B) Non facendosi influenzare dal marchio ma dalla qualità, senza affiancare i nostri prodotti ai più blasonati, ogni prodotto ha la sua personalità se ti piace la Mezzabarba non puoi dire con quei soldi mi prendo una Mark V; sono due cose diverse sullo stesso piano.

K) Attualmente gli stumenti musicali artigianali italiani, non prodotti in Cina e importati come made in Italy, non hanno nulla da invidiare a nessuno, anzi provarli e acquistarli secondo me aiuta i produttori ma anche gli utenti finali per qualità e prestigio.

Antonio Cangiano

Antonio Cangiano

Antonio Cangiano: nasce a Torre Del Greco il 7 giugno 1991, comincia l’approccio allo strumento all’età di 17 anni per poi cominciare lo studio del suddetto pochi anni dopo. Discreta la sua esperienza live, ha militato come chitarrista in diversi gruppi cercando di variare quanto più possibile genere, piccole esperienze in studio gli hanno permesso di avere una discreta formazione nella registrazione e nel settaggio delle strumentazioni, utilizzando il bagaglio di esperienza acquisite sia in studio che live. Attualmente la sua competenza nell’ effettistica e nel routing gli hanno permesso di costruirsi un Rig pronto per molte esigenze, il suo compito nella redazione è la cura della rubrica Made in Italy e il rapporto con le aziende e gli artisti.

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