Anche nella musica c’è crisi, e quindi credo sia il caso di andare oltre le marche più blasonate e i prodotti di fascia alta, per cercare i migliori affari a prezzi ottimali. Personalmente ho iniziato a trovare affascinanti i pedali più economici da poco, e mi piace andare a trovare quelle piccole perle che ti fanno dire “per questo prezzo, è un ottimo pedale”. Cosa che mi è successa devo dire raramente, ma la speranza è l’ultima a morire. In questo però, ci viene incontro il web, dove è possibile reperire prodotti e brand da tutto il mondo, in maniera anche piuttosto semplice. Alcuni di questi brand ormai sono noti a chi come me cerca di non spendere sempre centinaia di euro per un pedale solo, e sono solitamente di origine cinese. Prima di gridare allo scandalo, apriamo le menti e impariamo che a volte c’è modo di farsi una pedaliera intera allo stesso prezzo di un solo pedale di fascia alta, quando c’è bisogno di tirare la cinghia.

Parliamo quindi oggi di questo Caline CP17 Time Space. Un delay economico, di costruzione cinese, che potete trovare in vendita a poco più di 30/40€. Per questo prezzo, niente da obiettare, avete quello che pagate. Certo, la costruzione non è delle migliori, ma non è nemmeno pessima come in alcuni pedali economicissimi in plastica, qui almeno è metallo. La Caline dichiara che è un true bypass, ma non ho verificato.

Considerazioni tecniche

I controlli sono piuttosto semplici e intuitivi, quelli standard di ogni delay in pratica: Mix, Repeat, Time. Abbiamo quindi la possibilità di regolare la miscela tra Dry/Wet (Mix), la quantità di ripetizioni (Repeat), e il tempo del ritardo (Time). Diciamo che siamo proprio alle basi di ogni delay.

Lo switch On/Off e i jack di Input/Output, più quello di alimentazione sono ovviamente il completamento del pedale. C’è anche la possibilità di alimentare il pedale a batteria, ma bisogna aprire l’intero vano inferiore con viti (non ha uno sportello apposito), cosa estremamente scomoda per chi volesse usare una pila 9V. Personalmente, non uso mai le batterie e quindi non mi creo minimamente il problema.

Le manopole sono molto morbide, e le regolazioni vanno fatte con calma perchè è fin troppo facile che sfuggano al controllo proprio per la loro eccessiva morbidezza. Il jack dell’alimentazione – non so se solo nel mio caso, sinceramente – sembra svitarsi o allentarsi continuamente, essendo in plastica (a me succede ogni tanto, niente di così grave).

Considerazioni sonore

Ma parliamo del suono: un gran bel suono, ottimo per gli echo e gli slapback, ma regge bene anche con delay più lunghi. Lavorando con le manopole è possibile avere degli effetti di oscillazione molto interessanti, e finchè non si arriva a regolazioni estreme – dove il circuito di qualità non eccelsa mostra i suoi limiti, con rumori di fondo e comportamenti incontrollabili – è veramente un buon delay.

Considerazioni economiche

In sintesi: un ottimo rapporto qualità/prezzo, se non ci si aspetta di più. Un ottimo delay per chi è alle prime armi, o per chi ha bisogno di un pedale a poco prezzo ma con buone qualità. Non cercate oltre le sue caratteristiche, i limiti ci sono e si sentono quando cerchiamo di andare oltre quello che questo pedale sa fare. Un suono molto naturale, pur essendo un pedale digitale.

Considerazioni finali

Pro:

  • Rapporto qualità/prezzo
  • Suono naturale
  • Abbastanza versatile

Contro:

  • Costruzione non ottimale
  • Manopole piuttosto morbide
  • Jack di alimentazione instabile

Caratteristiche tecniche:

  • Digital Delay da 600ms
  • Controlli: Mix, Repeat, Time
  • Dichiarato True Bypass
  • Chassis in metallo
  • Alimentazione con batteria da 9V o con alimentatore standard (tipo Boss)
Fabrizio Burriello

Fabrizio Burriello

Fabrizio "A2aThoT" Burriello, classe 1982, nasce musicalmente con il rock da bambino, per iniziare poi a suonare la chitarra a 15 anni, e passare al basso dopo qualche anno. Appassionato di rock, metal, elettronica, progressive, e alla continua ricerca della sperimentazione, si concentra sull'effettistica e sullo studio delle strumentazioni usate dagli altri musicisti, creando e collaborando con vari siti web musicali. Dopo varie esperienze con gruppi del napoletano, tra cui i Moodhula e gli Idromele, inizia un progetto da one man band come A2aThoT, autoproducendo tre album di metal sperimentale tra il 2013 e il 2015. Nel 2017 entra come bassista negli Shades Of Hate, band darkwave di Napoli.

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