Recensioni : Claudio Signorile - Groove Experience - ItalianGuitarTube

Claudio Signorile inizia a suonare il basso elettrico all’ età di 17 anni. In principio da autodidatta, per poi seguire diversi corsi, clinics e manifestazioni dedicate al basso elettrico in varie parti d’ Italia. Nell’ arco degli anni ha condotto studi teorici sull’ armonia e la lettura, e si è perfezionato in tecniche moderne come slap e tapping. Oltre ad aver suonato in moltissime band locali, lo studio costante del suo strumento lo ha portato nel 2008 ad accedere come finalista al prestigioso concorso per giovani bassisti che si svolge annualmente durante l’ EuroBassday, manifestazione di rilievo internazionale che si tiene a Verona e sul cui palco si sono esibiti nomi del calibro di Michael Manring, Marcus Miller, Stuart Hamm, Jimmy Haslip, etc.

Il suo stile è influenzato da musicisti del calibro di Marcus Miller, Jaco Pastorius, Victor Wooten e Mark King, e tanti altri. Il  continuo studio dello strumento e la voglia di sperimentazione lo portano Claudio a sviluppare sonorità dalla forte impronta Fusion con contaminazioni Funk, Rock e Jazz.

Proprio la voglia di sperimentazione porta Claudio a comporre il suo nuovo lavoro discografico Groove Experience in uscita il 5 Dicembre 2017 in cd e digital release e che abbiamo il piacere di recensire in anteprima. L’album sarà disponibile in prevendita dal 14 Novembre su Itunes.

L’album, formato da 7 brani completamente strumentali vede la partecipazioni di numerosi artisti come: Vincenzo “Viz” Maurogiovanni – Bass , Michele Campobasso – Piano, Rha Stranges – Batterie, Francesco Adessi – Chitarre acustiche,  Aurelio Follieri – Chitarra elettrica,  Francesco “Frums” Dettole – Batterie, Pierluigi Balducci – Bass,  Marcello Leanza – Sax, Danny Trent – Chitarra acustica.

L’album si apre con Horizon, brano che vede al suo interno due linee di basso una ritmica e una solista, soluzione sicuramente innovativa e meritevole di un plauso. Ottimo l’intreccio con elementi di musica elettronica che rendono il brano moderno e leggero, nonostante si tratti di una composizione strumentale. Una parte di basso solista e effetti al centro del brano rende l’atmosfera eterea per tornare subito al tema principale.

Il secondo brano dell’album Bass Suite è diviso in tre parti: Intro, The Harmony of the parties e Through the Groove.
Nell’ Intro il bassista barese fa sfoggio di tutta la sua tecnica sullo strumento, creando una tessitura melodica basata su una linea di slap che si intreccia con un harmonizer creando effetti e atmosfere. Spettacolare il lavoro di missaggio che fa si che il suono non risulti mai impastato o eccessivamente ricco di basse frequenze ma sempre intellegibile e brillante anche utilizzando per l’ascolto diffusori e cuffie di diverse qualità.
La seconda parte The Harmony of the parties, rende l’atmosfera del brano morbida e avvolgente per l’ascoltatore intrecciando parti di basso a chitarre acustiche, piano ed effetti. Il brano viene contaminato da influenze fusion e jazz per poi esplodere in un solo di chitarra dal sapore puramente rock.
La terza e ultima parte In to the Groove vede il basso riprendere le linee dell’intro coadiuvato da un groove di batteria incalzante e che fa salire decisamente le dinamiche del brano che termina in fade out, forse unico neo della composizione. Si sarebbe potuto terminare in modo diverso probabilmente.

L’album prosegue con Unforgettable, composizione per solo basso in cui Claudio Signorile fa sfoggio di tutta la sua tecnica, senza però abbandonare il gusto compositivo e senza risultare inutilmente prolisso. Nonostante sia un brano per solo basso non risulta stancante, ma anzi è un brano dalle atmosfere assolutamente godibili.

Il quarto brano Groove Experiment è un brano fortemente sperimentale dove il basso si intreccia con sintetizzatori, pad ed effettistica moderna, coadiuvati da una linea di batteria innovativa e moderna. Il brano meglio riusciti dell’album secondo

il mio parere ed è anche una delle composizioni più sperimentali che mi è capitato di ascoltare nell’ultimo anno.

When Love ends quinta composizione del disco è un brano malinconico dalle sonorità fusion che vede l’intreccio magistrale del basso ritmico con il basso solista, il piano contribuisce a creare le giuste atmosfere e ad alleggerire il brano intervenendo nei giusti punti della composizione.  A metà brano un breakdown lascia da solo il piano che prepara il terreno ad un bellissimo solo di Sax.

Il penultimo brano Mosaic, vede un massiccio utilizzo del delay sul basso che si intreccia perfettamente ad una drum machine, il brano dopo un introduzione esplode in tutta la sua potenza con degli accordi di chitarra in distorsione. Dopo un breakdown che lascia spazio ai synth il brano riprende creando un mosaico dove si alternano fusion, elettronica e rock e atmosfere. Una menzione particolare va alla chitarra di Aurelio Follieri che in questo brano riesce a dare la giusta enfasi e la giusta dose di potenza al brano con degli ottimi interventi solistica.

L’ultimo brano In my memory è una composizione dove basso, chitarra acustica, effettistica e batteria si alternano in dinamiche crescenti e linee solistiche moderne in una sorta di botta e risposta interessante e capace di creare un legame di sonorità particolari e innovative.

In conclusione Groove Experience di Claudio Signorile è un album da far assolutamente ascoltare ai bassisti ma non solo, può essere un ascolto interessante anche per gli appassionati di sperimentazione e di effettistica. La scelta di inserire una doppia linea di basso, solista e ritmica in alcuni brani risulta vincente, portando lo strumento in un ruolo predominante, creando allo stesso tempo una dualità che è usuale vedere tra basso e chitarra.
L’inserimento di elementi di elettronica e di effettistica rende il tutto moderno e dalle sonorità fresche e accattivanti. Come tutti i dischi strumentali però soffre di carenze strutturali che potrebbero non farlo amare al grande pubblico o agli ascoltatori non avvezzi al genere che sono erroneamente più attenti alle parti vocali rispetto a quello che può essere una linea di basso piuttosto che di chitarra o batteria.
Personalmente ne consiglio l’ascolto con cuffie o casse Hi-Fi o  monitor nearfild, per cogliere a pieno le sfumature sonore risultato dell’ottimo lavoro di ripresa e post produzione dell’album.

Voto Finale: 8

Simone Gison

Simone Gison

Simone Gison:Nasce a Napoli il 25 Dicembre 1991. Laureando in Informatica inizia a suonare la chitarra all'età di 12 anni ispirato dai gruppi rock anni '60 e '70 come Pink Floyd, Genesis, Led Zeppelin e Rush. Dopo molteplici esperienze in gruppi di vario genere decide di dedicarsi al suo progetto solista, è inoltre impegnato sia in studio che live con la band rock Shades of Hate. Nel 2014 spinto dalla sua passione per gli strumenti made in Italy e per la scena musicale emergente fonda ItalianGuitartube. Dal 2017 collabora con Age of Audio come recensore di album musicali.

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube