Da alcuni anni a questa parte la musica indipendente italiana è più viva che mai e molto spesso la qualità compositiva e artistica è di tutto rispetto.
Uno degli artisti che negli ultimi anni si sono fatti particolarmente notare per la loro creatività è sicuramente Gianluca Di Bonito, cantautore di Pozzuoli (NA).
Ci è già capitato in passato di recensire uno dei lavori di Gianluca “D-versi”, un disco interessante che ci suscitò fin da subito delle buone impressioni.

Gianluca Di Bonito ha da poco rilasciato “Raccontandomi”, disco che vuole essere una raccolta dei migliori brani prodotti da lui negli anni tra il 2010 e il 2016.
Il disco vuole essere una antologia artistica dell’autore, in cui salta immediatamente all’orecchio la crescita artistica e l’evoluzione sonora dell’artista, che riesce a spaziare tra vari generi, senza mai perdere personalità e credibilità.
Le tematiche dei brani sono spesso introspettive e riflettono in maniera esplicita i pensieri dell’autore sulla società moderna.

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Il disco si apre con “Respiro“, brano di rock classico con forti influenze anni ’80.
La seconda traccia “Un mestiere”, ha un incipit di basso elettrico che lascia subito spazio ad una dirompente chitarra elettrica in pieno stile punk. Il brano prosegue sullo stesso filo conduttore, alternando interessanti parti di chitarra elettrica a ritmiche serrate con sonorità leggermente più moderne. Il testo tratta la tematica del lavoro, come mezzo di sostentamento alla vita che però provoca numerose frustrazioni, una tematica senza dubbio attuale e socialmente importante.
La terza traccia “Mille volte ancora” è un brano dalle forti influenze grunge, che tratta la tematica dell’amore. Le sonorità ben curate sembrano catapultarci immediatamente all’inizio degli anni ’90 in quel di Seattle.

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“Esisto anch’io” quarto brano del disco, si apre con un incipit di voce e chitarra elettrica, prima di catapultarci nuovamente in atmosfere punk, nuovamente la tematica affrontata è quella dell’amore. Stavolta in una visione leggermente diversa.
Il quinto brano “Non cambio idea” è invece un brano acustico altamente introspettivo, le sonorità ricordano molto le atmosfere del grunge acustico, abbinate però a delle linee vocale con una forte connotazione cantautoriale italiana.
“Dentro o fuori” è un brano pop-rock che tratta ironicamente la tematica della droga e delle conseguenze che derivano da essa. Il disco continua sull’onda punk di “Cazzi miei” brano che riporta alla mente le sonorità punk dell’inizio degli anni 2000. Molto interessante il giro di basso che riesce ad intrecciarsi perfettamente alla chitarra creando una linea melodica estremante piacevole.

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“Hero Shima” ottavo brano dell’ album vede il ritorno delle sonorità grunge, con una linea vocale inconsueta che facilmente potrebbe essere accostata a quelle di una sigla di un manga giapponese di fine anni ’80. Soluzione senza dubbio interessante e meritevole di un plauso.
Con il nono brano “Brindo alla vita” si passa di colpo ad atmosfere cantautoriali, dando un calcio a tutto ciò che fino ad ora il disco aveva detto come sonorità. Sicuramente questo è uno dei brani che di più testimonia l’evoluzione musicale e artistica del compositore, che inserisce nella sua musica elementi come il kazoo, ed elementi dialettali all’interno dei testi. Il brano è stato precedentemente pubblicato come “Volersi bene un po’ “ nell’album “D-versi”.
Il decimo brano dell’ album “Qui da secoli” è un brano classic rock, l’ autore affronta ancora una volta tematiche introspettive e complesse. In questo brano il basso riesce ad avere la meglio sulla chitarra tessendo una linea melodica non eccessivamente complessa ma allo stesso tempo divertente. Il brano è incluso originariamente nell’ album “D-versi”.

18136309_10212822216339541_1868771840_nL’undicesima traccia “Senza scrupoli” è un brano classic rock dalle forti connotazioni anni ’80. Il brano tratta la tematica sociale della gestione dei rapporti umani, che spesso porta a farci incontrare persone “senza scrupoli”. Il brano originariamente pubblicato come “Vita in bilico” è anch’esso incluso nell’album “D-versi”.
“Quanti soldi” dodicesima traccia dell’ album, anch’essa inclusa in “D-versi”. Il brano dalle atmosfere pop-rock tratta l’importante tematica sociale della corruzione e del lavoro, un brano attuale e senza dubbio tra i più importanti dell’intero disco.
La tredicesima traccia “Oh mia regina” è un brano acustico, con influenze cantautoriali, che ricordano il Bennato degli esordi. Oltre alla chitarra acustica gli elementi presenti sono il cajon e il kazoo. Il brano è anch’esso incluso originariamente nell’ album “D-versi”.

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Con “Mangiaveleno” il disco torna alle atomosfere grunge. Il brano successivamente evolve in atmosfere pop, il testo vuole essere una denuncia da parte dell’autore ai problemi che vessano la sua terra (la campania .ndr).
“Più sereno” è un brano cantautoriale che testimonia ancora una volta l’evoluzione e la crescita musicale dell’autore, capace di spaziare in più generi senza perdere mai la propria personalità.
“Abitudini” è il sedicesimo e ultimo brano del disco. Il brano vede l’inserimento dei sintetizzatori insieme alle chitarre, le atmosfere ci proiettano direttamente negli anni ’80 quando la new wave e il synth pop imperversavano liberamente sul panorama musicale mondiale.

In conclusione possiamo dire che “Raccontandomi” è una raccolta interessante e piacevole, ricca di variazioni di genere. L’elemento in comune a tutti i brani è senza dubbio la personalità musicale di Gianluca, che pur saltando di genere in genere riesce sempre a mantenere una propria identità ben definita, cosa da non sottovalutare in un mondo ricco di emuli ed imitatori.

Voto: 6/10

Link alla pagina facebook di Gianluca Di Bonito.

Simone Gison

Simone Gison

Simone Gison:Nasce a Napoli il 25 Dicembre 1991. Laureando in Informatica inizia a suonare la chitarra all'età di 12 anni ispirato dai gruppi rock anni '60 e '70 come Pink Floyd, Genesis, Led Zeppelin e Rush. Dopo molteplici esperienze in gruppi di vario genere decide di dedicarsi al suo progetto solista, è inoltre impegnato sia in studio che live con la band rock Shades of Hate. Nel 2014 spinto dalla sua passione per gli strumenti made in Italy e per la scena musicale emergente fonda ItalianGuitartube. Dal 2017 collabora con Age of Audio come recensore di album musicali.

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