Uno dei miei bassisti preferiti, proprio per il suo modo di sapersi tenere in disparte ma di essere indispensabile, e quindi il sapersi mettere al servizio della musica, John Deacon è il membro meno noto dei Queen, da sempre. Addirittura nel primo album il suo nome fu scritto al contrario, “Deacon John”, per sottolineare quanto fosse timido e professionale. Ma in realtà, ascoltando le sue parti, si nota un gusto non comune, una tecnica ottima, e tanto feel. E non solo, è stato anche autore di tantissimi brani di successo dei Queen.

Deacon è solitamente legato al Precision Bass, che suona praticamente sempre nei Queen, tranne in rare occasioni, e di cui ha nel tempo avuto due esemplari, modificati e riverniciati nel tempo. Non è ben chiaro che tipo di amplificazione usasse in alcuni periodi, e quindi alcune informazioni potrebbero essere incomplete, ma ho voluto comunque dare spazio a questo grande del rock.

Nota: le informazioni e immagini contenute in questa pagina sono tratte da vari siti internet (indicati nella bibliografia in calce). Le informazioni non sono da accettarsi come ufficiali, ma come risultato di ricerche di appassionati e/o giornalisti.


Primi anni / 1973 – Queen

  • Bassi:

Eko Bass

  • Eko Bass (usato nel suo primo gruppo, gli Opposition, usato praticamente per tutti gli anni della scuola)

Rickenbacker 4001 Jetglo

  • Rickenbacker 4001, Jetglo (preso dopo l’Eko, usato tra il 1971 e il 1972; credo che non sia mai stato usato in studio, dice di avere problemi a registrare con il Rick)
  • Fender Jazz Bass (usato per un breve periodo dopo aver lasciato il Rick, e prima di prendere il Precision)

Fender P-Bass #1

  • Fender Precision Bass #1, del 1965 sunburst (avuto nel 1972, con battipenna rosso tartarugato e tastiera in palissandro. Nell’estate 1975 verrà sverniciato a natural, e usato molto per tutti gli anni ‘70)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Amplificatori:

Amplificatori Orange dal vivo

  • Dal vivo:
    • Testata Orange AD-200B da 200W
    • Cabinet Orange PCC 412 4×12
  • Effetti:
  • Dal vivo:
    • Schaller Volume Pedal

1974 – Queen II

  • Bassi:
  • Fender Precision Bass #1, sunburst (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)

Fender Jazz Bass

  • Fender Jazz Bass, natural (per un’esibizione al Top Of The Pops olandese nel 1974, probabilmente fu preso in prestito per l’occasione)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Amplificatori:
  • Dal vivo:

Setup Acoustic (1974?)

    • Acoustic 270/361P e 370/371 (si vedono in una foto nel libretto dell’album Queen II, credo risalga al 1974)
    • Testata Orange AD-200B da 200W
    • Cabinet Orange PCC 412 4×12
  • Effetti:
  • Dal vivo:
    • Schaller Volume Pedal

1974 – Sheer Heart Attack

  • Bassi:
  • Fender Precision Bass #1, sunburst (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)

Fender P-Bass #2 (in colore originale, e nel 1979 sverniciato)

  • Fender Precision Bass #2, del 1968 sunburst (avuto a fine 1974, con battipenna rosso tartarugato, tastiera in palissandro. A differenza del primo basso ha il logo Fender più spesso – il primo aveva il classico “spaghetti logo”  e la scritta “Precision” più grande e spessa e che segue la curva della paletta Nell’estate 1976 verrà sverniciato a natural, e usato molto per tutta la sua carriera. Si vede nel video di Somebody To Love, Seven Seas Or Rhye, We Will Rock You, Spread Your Wings, Don’t Stop Me Now, Save Me, Hammer To Fall, e al Live Aid e nel video del “making of” di A Kind Of Magic. Nel giugno 1986, prima di partire per il Magic Tour, verrà riverniciato in nero e modificato molto)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Amplificatori:
  • Dal vivo:
    • 2x HiWatt Amplifiers
    • 2x cabinets Sound City 4×12
  • Effetti:
  • Volume Pedal (?)

1975 – A Night At The Opera

In studio (1975)

  • Bassi:

Il Fender P-Bass #1 sverniciato (1975)

  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni – usato anche nel video di Bohemian Rhapsody, Play The Game, Crazy Little Thing Called Love e di Flash, dove ha pickup DiMarzio bianchi, forse presi da un altro basso, e nel video di The Miracle, dove sembra aver subito un’ulteriore sverniciatura per eliminare il lucido)
  • Fender Precision Bass #2, sunburst (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni)
  • Double Bass (usato per registrare ‘39, dal vivo iniziò a usare un fretless)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Amplificatori:
  • Testata HiWatt DR100 con cabinet Sound City 4×12 (vista in studio)
  • Dal vivo:
    • 5x Acoustic 371 Amplifiers
    • 3x cabinets Acoustic
    • 2x cabinets Gauss 4×12
  • Effetti:
  • Dal vivo:
    • Pete Cornish (?) Bespoke Control

1976 – A Day At The Races

  • Bassi:
  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Fender Precision Bass #2, sverniciato in Natural (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni – da questo momento, il #2 è diventato il suo basso principale, e il #1 il backup)

 

Fender Precision Fretless Bass

  • Fender Precision Fretless Bass (usato dal vivo per ‘39, in studio per My Melancholy Blues)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Amplificatori:
  • Nel 1976, dal vivo:
    • Testata Acoustic 370
    • Testata HiWatt 100
    • 2x cabinets 4×12
  • Dal vivo:
    • 5x Acoustic 371 Amplifiers
    • 3x cabinets Acoustic
    • 2x cabinets Gauss 4×12
  • Effetti:
  • Dal vivo:
    • Pete Cornish (?) Bespoke Control

1977 – News Of The World

  • Bassi:

Uno dei due Fender P-Bass, una volta sverniciato (1977)

  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Fender Precision Bass #2, sverniciato in Natural (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni)
  • Fretless Bass (non si conosce marca/modello, usato dal vivo per una o due canzoni tra il 1977 e 1979)

Music Man Sting Ray

  • Music Man Sting Ray (dice di averlo comprato in America, ma non lo ha mai soddisfatto a pieno. Nel 1977 è stato il suo basso principale, all’inizio, poi fu usato tra il 1980 e il 1985 per alcune canzoni. Si può vedere ad esempio nei video di Tie Your Mother Down, We Are The Champions, Good Old Fashioned Lover Boy, Fat Bottomed Girls. Fu usato in studio per canzoni come Another One Bites The Dust)
  • Fender Precision Fretless Bass (usato dal vivo per ‘39, Melancholy Blues)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Chitarre:
  • Martin D-18, acustica (usata per registrare Spread Your Wings)
  • Amplificatori:

Acoustic 371 e Peavey 412

  • Testata Acoustic 371 con cabinet Peavey 4×12 (visto in studio nelle session di We Are The Campions)

Cabinets Peavey (1977, credo)

  • Cabinets Peavey 4×12 (in alcune foto del 1977 circa si vedono assieme ai suoi Acoustic)

Amplificatori Acoustic (1977)

  • Dal vivo:
    • 5x Acoustic 371 Amplifiers
    • 3x cabinets Acoustic
    • 2x cabinets Gauss 4×12
  • Effetti:
  • Peterson Strobe Tuner (visto in studio, durante le session per We Are The Champions)
  • Dal vivo:
    • Pete Cornish (?) Bespoke Control

1978 – Jazz

  • Bassi:
  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Fender Precision Bass #2, sverniciato in Natural (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni)
  • Music Man Sting Ray (vedi sezione 1977 per maggiori informazioni)

Fender Precision Fretless

  • Fender Precision Fretless Bass (usato dal vivo per ‘39)

Fender Masterbuilt Precision

  • Fender Masterbuilt Precision, del 1955 (avuto dopo che aver finito il disco, usato dal vivo brevemente tra fine 1978 e inizio 1979, poi tenuto come backup)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Amplificatori:
  • Dal vivo:
    • 5x Acoustic 371 Amplifiers
    • 3x cabinets Acoustic
    • 2x cabinets Gauss 4×12
  • Effetti:
  • Dal vivo:
    • Pete Cornish (?) Bespoke Control

1980 – The Game / Flash Gordon

  • Bassi:

Fender P-Bass #1 nel video di Flash

  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Fender Precision Bass #2, sverniciato in Natural (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni)

Dal vivo, lo Sting Ray e il Kramer

  • Music Man Sting Ray (vedi sezione 1977 per maggiori informazioni – usato dal vivo per canzoni come Another One Bites…, Sheer Heart Attack)
  • Fender Masterbuilt Precision, del 1955 (vedi sezione 1977 per maggiori informazioni – usato in studio per Coming Soon, e dal vivo per Crazy Little Thing…)

Kramer DMZ Bass

  • Kramer DMZ Bass (visto ad esempio a Top Of The Pops nel 1981, usato come basso di riserva tra il 1980 e il 1982. Aveva un pickup DiMarzio bianco che fu spostato sul P-Bass #1)

 

Fender Precision Special

  • Fender Precision Special, del 1981 (tra il 1981 e il 1985 veniva usato per Under Pressure dal vivo; fu usato per registrare Under Pressure, e probabilmente Body Language. Ha elettronica attiva/passiva selezionabile)
  • Fender Precision Fretless Bass (usato dal vivo per ‘39)
  • Corde Rotosound (si sa che amava le Superwound 606 e 707, e Jazz Bass 77 Flatwound)

Plettri Martin Heavy

  • Plettri Martin Heavy
  • Chitarre:
  • In studio:
    • Fender Telecaster
    • Fender Stratocaster
  • Amplificatori:
  • Testate e cabinets Acoustic (?)

Cabinets Sunn (1981)

  • Dal vivo:
    • Alembic F-2B Pre-Amp
    • Cabinets Peavey
    • Cabinet Sunn 215-BH
    • Cabinet Sunn 412-L
  • Effetti:

Pete Cornish Rack

  • Dal vivo:
    • DBX 160 Compressor-Limiter
    • Pete Cornish Power Supply
    • Pete Cornish Switching Panel
    • 2x Klark Teknik Graphic Equalizer
    • 2x Peterson Strobe Tuner

1982 – Hot Space

Dal vivo (1982)

  • Bassi:
  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Fender Precision Bass #2, sverniciato in Natural (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni)
  • Music Man Sting Ray (vedi sezione 1977 per maggiori informazioni – usato dal vivo per Another One…, Back Chat, probabilmente usato per registrare Cool Cat)
  • Fender Precision Special (vedi sezione 1980 per maggiori informazioni – usato per Under Pressure, Body Language)
  • Kramer DMZ Bass (vedi sezione 1980 per maggiori informazioni)

Fender Telecaster Bass

  • Fender Telecaster Bass (visto nel video di Back Chat)
  • Corde Rotosound (si sa che amava le Superwound 606 e 707, e Jazz Bass 77 Flatwound)
  • Plettri Martin Heavy
  • Chitarre:
  • Fender Telecaster (usata in studio per varie parti ritmiche)

Fender Telecaster del 1981

  • Fender Telecaster, nera del 1981 (con SN CE10484, usata dal vivo per Staying Power tra il 1982 e il 1984)
  • Amplificatori:
  • Testate e cabinets Acoustic (?)

Cabinets Sunn (1983)

  • Dal vivo:
    • Alembic F-2B Pre-Amp
    • Cabinets Peavey 4×12
    • Cabinet Sunn 215-BH
    • Cabinet Sunn 412-L
  • Effetti:
  • Dal vivo:
    • DBX 160 Compressor-Limiter
    • Pete Cornish Power Supply
    • Pete Cornish Switching Panel
    • 2x Klark Teknik Graphic Equalizer
    • 2x Peterson Strobe Tuner

1984 – The Works

  • Bassi:
  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Fender Precision Bass #2, sverniciato in Natural (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni)
  • Music Man Sting Ray (vedi sezione 1977 per maggiori informazioni – dal vivo usato per Another One…)
  • Fender Precision Special (vedi sezione 1980 per maggiori informazioni – usato per registrare I Want To Break Free, e dal vivo per Under Pressure)

Fender Precision Elite Bass

  • Fender Precision Elite Bass, rosso del 1983/1984 (usato come backup dal vivo, tra il 1984 e il 1986, e anche al Freddie Mercury Tribute)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Chitarre:
  • In studio:
    • Gibson Chet Atkins
    • Fender Telecaster
    • Fender Stratocaster
  • Dal vivo:
    • Fender Telecaster, nera del 1981 (con SN CE10484, usata dal vivo per Staying Power tra il 1982 e il 1984)
  • Amplificatori:

Cabinets Sunn al Live Aid (1985)

  • Cabinets Sunn 412-L (si vedono bene al Live Aid del 1985)
  • Amplificatori Peavey e cabinets 2×15 (?)
  • Testate e cabinets Acoustic (?)
  • Effetti:
  • Setup Pete Cornish, credo (vedi sezione 1980 per maggiori informazioni)

1986 – A Kind Of Magic

I suoi bassi dal vivo (1986)

  • Bassi:

Fender P-Bass #2 (1986, prima e dopo la riverniciatura)

  • Fender Precision Bass #2, sverniciato in Natural (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni – nell’aprile 1986 viene riverniciato di nero, cambia la componentistica quali il ponte, i potenziometri, i reggi tracolla, le meccaniche – ora delle Schaller dorate – e il battipenna ora nero. In questa nuova versione verrà usato nel Magic Tour, nei video di These Are The Days…, The Show Must Go On, No One But You, e al Freddie Mercury Tribute del 1992)
  • Music Man Sting Ray (vedi sezione 1977 per maggiori informazioni – ?)

Warwick Buzzard Bass

  • Warwick Buzzard Bass (usato per il video di Friends Will Be Friends e al Montreux Golden Rose Rock Festival del 1986)

Roger Giffin Bass

  • Roger Giffin Bespoke Bass (costruito in stile Precision Bass ma con un altro pickup al ponte in stile Jazz Bass, si vede nei video di Princes Of The Universe, No Turning Back con gli Immortals, Breakthru, The Invisible Man, The Cross Xmas Concert ‘88, Who Wants To Live Forever. Aveva un inlay al 12° tasto a forma di fantasma. Fu usato come basso di riserva nel 1992 al Tribute)
  • Fender Precision Elite Bass, del 1983/1984 (vedi sezione 1984 per maggiori informazioni – si vede nel video del making of di One Vision)
  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Chitarre:
  • Fender Telecaster del 1981 (usata per registrare le ritmiche di alcune canzoni)
  • Amplificatori:
  • Amplificatori Peavey e cabinets 2×15 (?)

Acoustic 371 e cabinet Sunn 412L

  • Testata Acoustic 371 (vista in studio, si vede nel video del making of di One Vision)
  • Cabinet Sunn 4×12 412L (visto in studio, si vede nel video del making of di One Vision)
  • Testate e cabinets Acoustic (?)
  • Effetti:
  • Setup Pete Cornish, credo (vedi sezione 1980 per maggiori informazioni)

1989 – The Miracle

  • Bassi:
  • Fender Precision Bass #2, nero (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni)
  • Roger Giffin Bespoke Bass (vedi sezione 1986 per maggiori informazioni)
  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Corde Maxima (sul Giffin – ?)
  • Amplificatori:
  • Amplificatori Peavey e cabinets 2×15 (?)
  • Effetti:
  • Setup Pete Cornish, credo (vedi sezione 1980 per maggiori informazioni)

1991 – Innuendo

  • Bassi:

Fender P-Bass #2 nero (al Tribute, 1992)

  • Fender Precision Bass #2, nero (vedi sezione 1974 per maggiori informazioni – usato in studio, credo da alcune immagini in studio per Innuendo e Made In Heaven, e come basso principale al Freddie Mercury Tribute nel 1992, e nel video di No One But You nel 1997)
  • Fender Precision Elite Bass, del 1983/1984 (vedi sezione 1984 per maggiori informazioni – si vede nel video di Headlong, usato per Radio Ga Ga al Freddie Mercury Tribute nel 1992)
  • Roger Giffin Bespoke Bass (vedi sezione 1986 per maggiori informazioni – usato in studio, credo da alcune immagini in studio per Innuendo, e come backup al Freddie Mercury Tribute nel 1992)
  • Fender Precision Bass #1, sverniciato in Natural (vedi sezione 1972 per maggiori informazioni)
  • Corde Rotosound (solitamente flatwounds)
  • Amplificatori:

Amplificatori SWR (al Tribute)

  • Testate SWR SM-900 e cabinets SWR Goliath e Big Ben (usati dal vivo al Freddie Mercury Tribute nel 1992)
  • Effetti:
  • Setup Pete Cornish, credo (vedi sezione 1980 per maggiori informazioni)

Bibliografia:

Fabrizio Burriello

Fabrizio Burriello

Fabrizio "A2aThoT" Burriello, classe 1982, nasce musicalmente con il rock da bambino, per iniziare poi a suonare la chitarra a 15 anni, e passare al basso dopo qualche anno. Appassionato di rock, metal, elettronica, progressive, e alla continua ricerca della sperimentazione, si concentra sull'effettistica e sullo studio delle strumentazioni usate dagli altri musicisti, creando e collaborando con vari siti web musicali. Dopo varie esperienze con gruppi del napoletano, tra cui i Moodhula e gli Idromele, inizia un progetto da one man band come A2aThoT, autoproducendo tre album di metal sperimentale tra il 2013 e il 2015. Nel 2017 entra come bassista negli Shades Of Hate, band darkwave di Napoli.

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